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I genitori, una risorsa per il club

Lunedì, 21 Dicembre 2015 14:30

Il motto “meglio una squadra di orfani” ha fatto il suo tempo: non servirà a risolvere i conflitti tra allenatori o dirigenti e genitori, e nemmeno ad eluderli.

“Sfortunatamente”, infatti, i bambini arrivano al campo con i loro genitori, e continueranno a farlo. Non solo, i genitori hanno una voglia matta, nella maggior parte dei casi, di partecipare alla esperienza sportiva dei propri figli. Non possiamo negare loro questa opportunità e, anzi, possiamo trasformare la loro presenza in una opportunità per tutti. Come?

Le parole d’ordine: coinvolgimento e dialogo

Ad inizio stagione, al momento della raccolta delle iscrizioni, a seguito delle iniziative di promozione e proselitismo, molti nuovi volti si affacceranno in segreteria.
E’ il momento della prima accoglienza, da gestire con cautela, ricordando sempre che “non avremo una seconda occasione per fare la prima impressione”, e questa conta. Durante l’accoglienza è bene “raccontare” il club, valorizzandone la proposta. L’avete definita chiaramente? E’ condivisa e nota a tutti gli operatori? Questi agiscono e la comunicano con coerenza? Se la risposta è positiva, potete approcciare i genitori chiedendo loro di aderire… partecipando attivamente. Specificando che il volontariato è la linfa vitale del club e che il vostro modello non è improntato alla improvvisazione ma alla pianificazione e alla organizzazione. Chiedete ai nuovi genitori di cosa si occupano nella vita, potreste trovare in loro l’addetto stampa che non avete mai avuto!
Ma soprattutto, specificate che avete una missione importante e che lavorate aderendo ad un set di valori condiviso, convocateli per la riunione di accoglienza di inizio stagione… in cui spiegherete loro la filosofia operativa del club.

Sono molti gli argomenti che potete mettere all’ordine del giorno, ad esempio:
- chi opera nel club e che ruolo ricopre
- quali sono i diritti e i doveri connessi alla iscrizione al club e al tesseramento federale
- quali sono gli obiettivi del club a lungo termine e quelli della stagione
- come operate con i bambini e i ragazzi (la vostra filosofia educativa e sportiva)
- come è organizzata l’attività federale
- quale è l’attività sportiva in calendario (allenamenti, gare)
- quale è l’attività sociale in calendario (feste, partecipazione ad eventi, iniziative di solidarietà…)
- quale è l’attività formativa in calendario (incontri con specialisti come nutrizionista, psicologo dello sport etc)
- quale è l’attività di supporto in calendario (interventi di mantenimento delle strutture, organizzazione logistica etc etc)
- come utilizzare gli spazi adibiti alla attività tecnica e quelli adibiti alla socializzazione (campi, spogliatoi, palestra, club house…)
- chi sono e cosa fanno gli educatori
- come comunicare con educatori, staff, dirigenti
- come funziona il gioco del rugby, quali sono i suoi principi, come favorire lo spirito del rugby all’interno del club e in ogni occasione di incontro con altri praticanti
- quali son gli obiettivi della stagione, categoria per categoria
- con quale criterio organizzate le squadre in occasione di concentramenti e tornei
- quali sono le regole di igiene e sicurezza da adottare
- quale equipaggiamento serve, quale sarà fornito, quali sono i costi da sostenere
- quale è il vissuto sportivo dei genitori e quali sono i loro obiettivi
- come dovrebbero comportarsi a bordo campo durante le gare, durante allenamenti e nel terzo tempo
- cos’è il codice comportamentale, chiedendo di riportarlo sottoscritto dopo attenta lettura
- quali sono i ruoli scoperti nella organizzazione (cucina, trasporti etc) e come è possibile operare come volontari e che oneri comporta
- …

Favorite le loro domande. Anche attraverso l’ascolto riuscirete a percepire le attese e avrete qualche indicazione sull’approccio allo sport di ciascun genitore: vi renderete conto se esiste un gap culturale da colmare per avere un dialogo proficuo, a tutto vantaggio della esperienza dei bambini e degli adulti che operano nel club. E potrete individuare le persone in grado di aiutarvi a promuovere la cultura sportiva nel vostro club.
In ultimo, è la prima occasione per individuare le risorse potenzialmente “professionalizzanti” per il club, cioè quelle persone che in virtù delle competenze personali possono offrire un apporto qualificato alla organizzazione: il club ha bisogno di strutturarsi sulle competenze, non solo sulla buona volontà e sul tempo libero delle persone, che sono indispensabili ma non sufficienti.

Riproduzione riservata (c)

Ultima modifica il Lunedì, 04 Aprile 2016 20:43

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