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Sport e studio: una sfida possibile con un progetto efficace

Mercoledì, 08 Gennaio 2014 11:26
Sport e studio: una sfida possibile con un progetto efficace I ruggers del Valsu studiano presso la rugby house

Il rendimento scolastico dei figli è un problema che affligge molte famiglie. Se poi i figli sono anche atleti, spesso il problema finisce per ripercuotersi sull’attività sportiva, che i genitori possono sospendere in caso di brutti voti, chiedendo allo studente di dedicare ai libri il tempo passato ad allenarsi, per recuperare voti negativi.

Questa situazione è ricorrente e tipica in un paese come l’Italia, dove l’esperienza sportiva e quella scolastica sono scisse e a volte considerate inconciliabili, a differenza di altri contesti, dove una più evoluta cultura sportiva ha incluso lo sport come parte integrante dell’esperienza scolastica delle nuove generazioni.
Il Valsugana Rugby Padova non ha ovviamente la possibilità di incidere sulla mentalità collettiva o sulle politiche nazionali, ma nel suo piccolo propone alle famiglie che frequentano il club un programma di sostegno allo studio, con un duplice obiettivo, cioè favorire una regolare e soddisfacente carriera scolastica agli atleti/studenti, senza precludere però quella sportiva.
Questo programma rientra poi nel più ampio progetto «Fare meta fuori dal campo», che riguarda anche le iniziative di volontariato solidale rivolte agli atleti, e che risponde concretamente alle aspirazioni del club in quanto «comunità educativa e formativa», come annunciato dalla carta etica.
Il programma di sostegno allo studio del Valsugana è giunto al secondo anno e si articola in più proposte, coordinate da un referente scolastico, cui le famiglie possono rivolgersi gratuitamente per un consulto o per chiedere la sospensione del figlio dalle convocazioni per le gare di campionato, come misura disciplinare in caso di scarsi risultati scolastici, fino al ripristino della sufficienza. Sospensione dalle gare, ma non dagli allenamenti, perché interrompere la pratica sportiva non porta giovamento allo studio e, anzi, toglie ai ragazzi una fondamentale valvola di sfogo contro lo stress e l’ansia provocati dagli impegni scolastici, oltre a compromettere quei processi neurochimici stimolati dall’attività motoria e funzionali non solo la benessere fisico, ma anche al potenziamento delle performance intellettuali, a partire da quelle mnemoniche.
Inoltre, il club di Altichiero consente agli atleti e alle atlete che frequentano le scuole superiori di utilizzare due volte alla settimana la club house per studiare prima degli allenamenti, sotto la guida di due tutor qualificati. A questi appuntamenti – che si pensa già di portare a tre settimanali − hanno aderito una dozzina di tesserati, per lo più provenienti dall’Under 16, cioè da ragazzi che stanno affrontando il biennio delle scuole superiori e che sentono la necessità di un aiuto per gestire contemporaneamente più elevati carichi di lavoro sui libri e in campo rispetto a prima, a fronte di 4 o 5 allenamenti settimanali. È una sfida alla portata di tutti, se si agisce correttamente sulle motivazioni degli studenti/atleti, sulle loro capacità di organizzare adeguatamente il tempo libero, sul metodo e la qualità dello studio.
Proprio gli Under 16 hanno sperimentato durante le vacanze di Natale una nuova formula per coniugare sport e studio. Per due settimane il Valsugana ha offerto loro la possibilità di frequentare gli impianti di via Querini sin dal mattino, con questo programma: un’ora di lavoro con il preparatore atletico in palestra e in campo, pranzo e relax tutti insieme in club house, un’ora e mezza di studio assistito per svolgere i compiti di scuola, merenda e poi un’ultima ora e mezza di allenamento tecnico in campo. In questo modo i ragazzi hanno potuto stare insieme tutto il giorno in un posto sicuro come il club, condividendo momenti di sport, studio e divertimento, con il consenso delle famiglie, che hanno aderito con entusiasmo a queste insolite giornate.

Alle stesse famiglie dell’Under 16 è stato poi chiesto di presentare la pagella quadrimestrale o semestrale dei figli allo staff tecnico, per includerla nella scheda di ogni ragazzo insieme ai test atletici e alle valutazioni tecniche, in modo da permettere agli allenatori e al referente scolastico del club di individuare i casi critici e agire tempestivamente sugli atleti in difficoltà con la scuola, insieme ai genitori.
Con il progetto «Fare meta fuori dal campo» il Valsugana Rugby Padova mira ad azzerare in breve tempo il numero di studenti/atleti bocciati a fine anno e a limitare così anche una delle cause di abbandono della pratica sportiva. Tutto ciò sarà reso possibile nella misura in cui lo sport terrà conto delle esigenze della scuola e viceversa, chiamando a cooperare i soggetti preposti alla formazione dei ragazzi, affinché la pratica sportiva sia percepita come stimolo e non come ostacolo al successo scolastico e quindi al successo nella vita.

Info: Valsugana Rugby Padova

 

Ultima modifica il Sabato, 04 Ottobre 2014 20:32

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